EDITI

FOTO

NEWS & EVENTI

 AMICI DI GIANNI

LINK

HOME PAGE

SCRIVIMI

RUBRICHE

FILMATI

RACCONTI PER UN ANNO

CIAO, G 

RUBRICHE

 

Il Glucchista

 

 Il mestiere di glucchista sembra essere stato creato apposta per dimostrare che è palesemente sbagliato il modo di dire, e di pensare, secondo il quale non vi è limite all’intelligenza dell’uomo.

Non è affatto vero:  l’intelligenza umana ha limiti, è l’ignoranza che è sterminata.

 Uno, all’atto di essere arruolato in fanteria, si sente rivolgere, fra le altre, anche la domanda: “attività svolta nella vita civile”.

“Glucchista”, risponde franco.

E, allo sguardo perplesso del Sergente, aggiunge subito: “Lo avete già un glucchista?”

“Ancora no”, risponde il Sergente, confuso di sé e della profondità della propria ignoranza.

“Il primo sei tu”.

Poi chiama un caporale e gli dice, brusco: “questo accompagnalo direttamente al Comando Compagnia: è glucchista.”

Al Comando Compagnia un Capitano osserva con attenzione il foglio matricolare della recluta e borbotta fra sé: “Ah, vedo, vedo… glucchista…” e subito cancella il suo nome dalla lista delle corvèe  (niente servizio di pulizie, niente marce, niente guardie: è glucchista! ). “Era un po’ che aspettavamo un glucchista!”    Poi chiama al telefono la palazzina Comando.

“Comandi, signor Maggiore! Sono Donati, dal Comando Compagnia. Mi perdoni se la importuno, ma il fatto è che con il nuovo scaglione di reclute è appena arrivato qui un “glucchista”, e prima di assegnarlo volevo informare Lei, casomai avesse intenzione di…”  Il Maggiore, che tutto può fare tranne che ammettere di fronte a un Ufficiale di grado inferiore che lui non sa assolutamente che cosa sia un “glucchista” non gli lascia tempo di finire la frase.

“Ha fatto bene, Donati, ha fatto bene! La ringrazio. Me lo mandi qui subito, che intanto io ne parlo col Tenente Colonnello”.

Il Tenente Colonnello, informato del fatto che c’è un “glucchista” (finalmente, dopo tanto tempo che lo aspettavamo! gli ha detto al telefono il Maggiore), altro non può fare che mettere la “cosa” direttamente in mano al Colonnello, anche perché l’unica cosa della quale è certo è che sarebbe un grosso sbaglio ammettere la propria ignoranza, soprattutto davanti a un sottoposto.

Così è che il Colonnello accoglie con entusiasmo il nuovo arruolato:

“Venga, venga, soldato. Così lei è “glucchista”! Bravo, bravo! Come è ovvio, lei non resterà qui, al Battaglione. Visto il mestiere che fa, ho già provveduto a farla destinare al Comando Generale. Dormirà in caserma stanotte, e domattina presto sarà a rapporto dal Comandante Generale, che

le assegnerà direttamente l’incarico. Buona fortuna, giovanotto, buona fortuna!” e se ne libera in fretta, prima che qualcuno si accorga di quanto profondo è il baratro della sua ignoranza.

Il Generale Comandante, senza smettere di aspirare boccate profonde dalla sua pipa, guarda con cipiglio cattivo ora la recluta che sta ritta sull’attenti davanti a lui, ora i documenti via via compilati dai titolari dei vari e crescenti gradi di comando, in rigido ordine di scala gerarchica.

“E… da quanti anni fai il “glucchista”?” gli chiede con fare brusco e sprezzante (mica può domandare a una recluta, lui che è Generale, che cosa è mai un “glucchista”!)

“Da diciotto anni, signor Generale!” “Come, da diciotto anni?! Ma se avrai si e no vent’anni!!”

“Ventuno, signor Generale!”  “Ma chi credi di prendere in giro, tu?” esplode furibondo l’alto ufficiale. “Se hai ventun anni soltanto, come fai a fare il “glucchista” da diciotto?”

“E’ semplice, signor Generale. Faccio così: vado al fiume, prendo un sasso e quando sono in mezzo al ponte  lo butto giù, nell’acqua.  Gluck!”