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CIAO, G

 

Il Pelo

 

Un ingranaggio, un ingranaggio.

Un ingranaggio così assurdo e complicato, così perfetto e travolgente,

un ingranaggio fatto di ruote misteriose, così spietato e massacrante.

Un ingranaggio come un mostro sempre in moto che macina le cose che macina la gente…

 Si, sì anch’io, sì  anch’io…

 

No, io no!

Io sono un uomo felice! Beh, forse la felicità non esiste: diciamo che sono un uomo sereno; mi basta  veramente così poco! Pensate: io non ho niente!

 

        io non ho niente             io non ho niente

IO HO UN PELO!

 

Eh già, lui ha un pelo: chissà poi cosa se ne fa di un pelo! Lui ha un pelo, e io non ho niente…

Però, bisogna ammettere che un pelo…è un pelo, eh?  E c’è chi ce l’ha e c’è chi non ce l’ha!

Io per esempio non ce l’ho! Che, a pensarci bene, un pelo mi sarebbe anche utile!

 Eh sì, oggi come oggi, uno che non ha un pelo… Bisogna che me lo procuri!  Sì, io devo avere un pelo: 

uhaaaaa!     Ce l’ho!

 

Io ho un pelo!   

 

Io ho un pelo    Io ho un pelo    

 IO HO DIECI PELI!

 

Beato lui che ha dieci peli! No, per carità, io non mi lamento: io il mio pelo ce l’ho!

Certo che uno che ha dieci peli, è già in un’altra posizione, eh? Uno con dieci peli ha praticamente risolto: dieci peli… sono già una peluria, eh! Bisogna che me li procuri: sì, io devo avere dieci peli!

Uhaaaaaa!    Diecipeli!

 

Io ho dieci peli!

 

Io ho dieci peli    Io ho dieci peli

IO HO CENTO PELI!

 

Maledizione! Lui ha cento peli, cento!  E io sono stanco, distrutto, non ce la faccio più, ma resta il fatto che  lui ha cento peli e io ne  ho dieci, e dieci peli oggi cosa sono? Non sono più niente, sono una miseria!

Noi abbiamo cento peli!   

Devo farcela! Devo reagire!

Noi abbiamo mille peli!  

Anch’io devo avere tanti peli: per me, per i miei figli!

 Noi abbiamo centomila peli !

Anch’io avrò tanti peli!

Noi abbiamo un milione di peli!

 Anch’io!  Anch’io!

 

Sì, anch’io,  devo andare sempre avanti senza smettere un momento, devo andare sempre avanti!

E lavorare, lavorare, lavorare, e continuare a lavorare, lavorare, lavorare,

e non fermarsi mai…

Giorgio Gaber, Dialogo tra un impegnato e un non so - 1972