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La sedia da spostare

Secondo me quella sedia lì va spostata.

 Anche secondo me quella sedia lì va spostata.

 Facile dirlo, quando l’han detto gli altri.

 Se è per questo sono anni che lo dico, e nessuno mi ascolta.

 Da una approfondita analisi storica  e sociologica viene fuori che quella sedia pesa dai nove ai dieci chili.

 Non sono d’accordo: dai sondaggi il due per cento degli intervistati dice che pesa dai cinque ai sei chili, il tre per cento dai sei ai sette chili, il 95% non lo so e non me ne frega niente, basta che la spostiate.

 Secondo me per spostarla bisognerebbe prenderla con cautela  per la spalliera e metterla da un’altra parte.

 Eccesso di garantismo. Al punto in cui siamo non resta che affidarsi a una figura autorevole e competente, forse un tecnico, magari di destra appoggiato dalle sinistre.

 Un tecnico? No, un tecnico  non può garantire la stabilità della sedia, e poi costituisce una anomalia antidemocratica e anticostituzionale.

 Se è così, cambiamo la costituzione.

 Non è una cosa che si può fare da un giorno all’altro. Nel frattempo, propongo di indire un Referendum.

 Non si troveranno mai 500.000 firme per spostare una sedia!

  E allora non c’è scelta: elezioni anticipate!

 No, elezioni adesso no: sarebbe troppo grave per il Paese. Forse domani.

 Rimane il problema urgente della sedia da spostare.

 Su questo sono d’accordo: può essere un punto d’incontro. Parliamone

 Parliamone…

 Parliamone…

 Parliamone…

 Giorgio Gaber,  Un'idiozia conquistata a fatica   1998