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Sabato 19 Febbraio 2011 Ore 21 - Teatro Cotogni Castelmassa-.

Rappresentazione di: "Con il titolo in coda" spettacolo teatrale in due atti per flauto e voci recitanti scritto e diretto da Marco Bottoni        

Ingresso libero -Posti limitati- Indispensabile la prenotazione ai numeri: 3383534260 - 3450692769   mark.bot@libero.it oppure info@teatrocotogni.it

    

Luna è una bravissima giocatrice di scacchi, Luna è una acuta investigatrice, Luna è giovane e bellissima, Luna è allegra e altera.

Luna è irrimediabilmente e irreversibilmente cieca.

Ma è sempre e costantemente lei a condurre, quasi tenendolo per mano, l’investigatore goffo e segretamente innamorato di lei, e che lei chiama affettuosamente “Papi”, lungo le vie impervie e oscure che portano alla scoperta del colpevole di un efferato quanto geniale omicidio.

Lo fa con le armi della sagacia e dell’intuizione, della logica e della deduzione, con la magia e il mistero che sono propri delle donne bellissime. 

I racconti che la vedono protagonista sono quattro, ognuno imperniato su un diverso delitto e in ognuno la acutissima giocatrice di scacchi trova il bandolo dell’intricata matassa, avendo a disposizione solo gli elementi e gli indizi dei quali  “Papi”, l’investigatore incaricato delle indagini, mette al corrente lei e… il lettore.

 

 

 

 

Rassegna della MicroEditoria    -   Villa Mazzotti  Chiari (BS)

 Domenica 9 Novembre  ore 15

Sala dello Zodiaco

Lara Verzola, Nicola Barozzi, Marco Bottoni

 presentano

Biglietto, prego!

 rappresentazione multimediale tratta dai racconti di

Sullo stesso treno

 

di Marco Bottoni - Fara editore

  con la collaborazione tecnica di Mirko Bottoni

con la collaborazione artistica di Enrica Pellicciari

                      

 

Prosecco e Prolegomeni, memorie di un Filosofo da bar vince il Premio di letteratura umoristica Umberto Domina

 

Il nuovo libro di Marco Bottoni

Questo non è un trattato.
 
Tratta di diversi argomenti (Filosofia, Matematica, Biologia, Storia, Logica, Antropologia ) ma l'impianto generale non è analitico né sistematico, né organicistico, né meccanicistico, tantomeno olistico e neppure finalistico (e non potrebbe esserlo neanche volendo, perché questi sono tutti termini che ho ricopiato dal vecchio manuale di Filosofia dei tempi del Liceo, e dei quali non ricordo assolutamente il significato).
 
Non è un manuale, perché non fornisce istruzioni, né indicazioni, né linee guida per alcun tipo di attività: le cose di cui dice sono sì divise per "materie", ma solo per la necessità di dare un titolo ad ogni capitolo, ed alla fine ho inserito un "Glossario" ed un "Elenco dei nomi citati" al solo ed unico scopo di fare bella figura con l'Editore.
Se no, che libro sarebbe?
 
Non è una enciclopedia: a leggerlo anche tutto non c'è niente di nuovo da imparare, e il lettore, giunto all'ultima pagina, ne saprà, del mondo e della Vita, esattamente quanto ne sapeva prima di iniziare a leggere (casomai, con un po' più di confusione in testa).
Provare per credere.
 
Sono pagine regolate molto più dal "caso" che non dalla "necessità" nelle quali il disordine prevale sull'ordine, il "caos" ha la meglio sul "cosmos".
 
È un libro di memorie, come dice il sottotitolo, con in più la particolarità dovuta al fatto che si tratta di memorie... (accidenti, qual è il contrario di "postume?"), diciamo "prestume", cioè scritte prima che i fatti di cui si dice siano accaduti, e non dopo, come dovrebbe essere trattandosi di vere "memorie".
 
Di questa "stranezza" (e non è la sola) chiedo venia al lettore, ma avevo tanta fretta di fissare sul foglio i miei, in verità confusissimi, pensieri, che non potevo aspettare di essere arrivato alla fine della mia carriera di Filosofo per potere guardarmi indietro e scrivere le mie memorie (anche soprattutto in considerazione del fatto che, a tutt'oggi, questa carriera non l'ho ancora nemmeno iniziata).
 
Così ho preferito "guardare in avanti" e ricordare il futuro, guardando con soddisfazione mista a nostalgia a tutti i lunghi anni durante i quali, finalmente, lavorerò sodo facendo quello che sono venuto qui per fare: cioè il Filosofo da Bar.
 
 
 
P.S. Il libro si intitola: "Prosecco e Prolegomeni"
I "Prolegomeni" non ho io stesso la più pallida idea di cosa siano; per quanto riguarda il
Prosecco, la mia speranza è che non "sappia di tappo".
 
 

Maggio 2007