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Duecentocinquantaquattro parole compreso il titolo. In coda

  

-         Uno. Orizzontale. È il Primo Cittadino.

-         Sindaco.

-         Uno verticale. Indossa cotta e stola.

-         Sacerdote.

-         Sì, Sacerdote. Ci sta. Un altro; lo vuoi orizzontale o verticale?

-         Verticale. Due.

-         Sono uguali in tutto e per tutto.

-         Gemelli. Un altro; stavolta orizzontale.

-         Orizzontale… orizzontale… vediamo un po’… sì, questo: ha le dita sporche d’inchiostro.

-         Tipografo. Un altro, verticale.

-         Indossa il camice bianco ma non è ancora Dottore.

-         Tirocinante. Ci sta?

-         No, verticale non ci sta, troppo lungo. Prova orizzontale.

-          Non ci sta neanche orizzontale. Allora prova questo: ha due stelle sulla spallina.

-         Tenente.

-         Sei sicuro?

-         Sì, sono sicuro. È tenente.

-         Allora mettilo. Tenente. A che punto siamo?

-         È quasi finito. Mancano due verticali e due orizzontali e poi chiudiamo.

-         Dài che finiamo allora. Ha più di ottant’anni.

-         Ottuagenario.

-         Orizzontale.

-         Orizzontale dove?

-         In basso, l’ultimo in basso. A destra.

-         Sì, ci sta. Adesso questo: è piccolo anche se è adulto.

-         Nano.

-         Giusto giusto, nano. E con questo abbiamo finito.

-         Sì, senza lasciare nemmeno uno spazio vuoto.

-         Bel lavoro!

-         Ben fatto!

 

 

Ennesimo macabro ritrovamento nelle province Balcaniche teatro del terribile scontro etnico tra serbi e croati. Rinvenuta alla periferia di K., quindici chilometri a sud di Mostar, una fossa comune all’interno della quale sono stati trovati  i corpi di 254 persone, praticamente tutti gli abitanti  del piccolo villaggio; tra questi quelli di due bimbi piccolissimi, entrambi maschi, probabilmente fratelli gemelli.